Può essere ascoltata, annusata, toccata e mangiata: è sempre fresca come le fiabe che vengono raccontate ai bambini. I personaggi della nostra storia sono semplici: sono i contadini, i mugnai, i fornai e soprattutto le persone come noi.

Questa storia si svolge in Lucania. Un giorno un contadino sparge manciate di semi sulla terra, una terra antica, davvero antica.

Comincia la meraviglia. I semi germogliano e creano un grano duro straordinario con proprietà nutritive uniche al mondo. Arriva il tempo della mietitura del grano e poi si deve portare tutto al mulino.

I chicchi di grano vengono macinati e trasformati in semola. Il termine giusto è semola e non farina: la semola deriva proprio dal grano duro.

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Il fornaio va al mulino a prendere qualche sacco di semola e li porta in un forno di Matera.
Impasta la semola con acqua, sale scelto, lievito naturale e soprattutto lievito madre.

Poi aspetta la lievitazione. Dopo che l’impasto è cresciuto, viene lavorato con gesti veloci e sicuri. Le forme del pane sono pronte: alcuni pezzi vengono anche timbrati con delle iniziali.
Con una lunga pala queste forme vengono spostate in un grandissimo e caldissimo forno, dove da tempo ardono tronchi e rami di ulivo.

Ancora pochi minuti ed ecco il miracolo forse più grande.
Nasce il pane di Matera. È un pane unico perché è proprio buono. Buono in tutti i sensi e con tutti i sensi. Ha un sapore e un gusto inimitabile, l’odore che emana “ti riempie lo stomaco”. Una crosta ruvida e fragrante che ci ricorda cibi ormai dimenticati. Infine il vero protagonista della nostra storia.

Tu.

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Vi voglio raccontare una storia

È una storia semplice e antica e viene tramandata da sempre.

Può essere ascoltata, annusata, toccata e mangiata: è sempre fresca come le fiabe che vengono raccontate ai bambini.
I personaggi della nostra storia sono semplici: sono i contadini, i mugnai, i fornai e soprattutto le persone come noi.

Questa storia si svolge in Lucania.
Un giorno un contadino sparge manciate di semi sulla terra, una terra antica, davvero antica.

Comincia la meraviglia. I semi germogliano e creano un grano duro straordinario con proprietà nutritive uniche al mondo.
Arriva il tempo della mietitura del grano e poi si deve portare tutto al mulino.

I chicchi di grano vengono macinati e trasformati in semola. Il termine giusto è semola e non farina: la semola deriva proprio dal grano duro.

Il fornaio va al mulino a prendere qualche sacco di semola e li porta in un forno di Matera.
Impasta la semola con acqua, sale scelto, lievito naturale e soprattutto lievito madre.

Poi aspetta la lievitazione. Dopo che l’impasto è cresciuto, viene lavorato con gesti veloci e sicuri. Le forme del pane sono pronte: alcuni pezzi vengono anche timbrati con delle iniziali.
Con una lunga pala queste forme vengono spostate in un grandissimo e caldissimo forno, dove da tempo ardono tronchi e rami di ulivo.

Ancora pochi minuti ed ecco il miracolo forse più grande.
Nasce il pane di Matera. È un pane unico perché è proprio buono. Buono in tutti i sensi e con tutti i sensi. Ha un sapore e un gusto inimitabile, l’odore che emana “ti riempie lo stomaco”. Una crosta ruvida e fragrante che ci ricorda cibi ormai dimenticati. Infine il vero protagonista della nostra storia.

Tu.